giovedì 27 gennaio 2011

Essere o non essere bboy questo è il dilemma!

Essere un bboy non è per niente semplice (almeno nella maggior parte dei paesi Europei, soprattutto in Italia); soprattutto se non hai nessuno che ti insegna le basi, i vari gradini della scala per arrivare al piano superiore su un palazzo di altezza infinita. Io purtroppo ho iniziato terribilmente tardi a capire come funzionava il meccanismo e ne pago le conseguenze, ma conoscendo bboys di alto livello, grazie a loro si scopre la verità e il metodo giusto di pensiero, allenamento e soprattutto del significato vero di essere un bboy.

Ogni bboy ha il suo modo di applicare la verità, le origini di quello che più ama fare, quello che molti sbagliano (secondo me) è di imporla agli altri, dettare le regole che lui spaccia per altri più grandi di lui, o manipolare quello che impara da altri per i propri scopi e per i propri vantaggi: perché prendere in giro qualcuno che ha iniziato da poco invece di incanalarlo nel giusto tunnel per farlo migliorare ed evolvere?

Da parte mia, le ispirazioni per nuove skillz possono anche essere suggerite da persone che non ballano e che si limitano a guardare quello che fai suggerendoti un passaggio a cui non saresti mai arrivato logicamente perché non puoi guardarti mentre esegui le tue skillz. Il detto "Each one, teach one" (proverbio africano di autore sconosciyto), io penso sia la cosa su cui ogni bboy dovrebbe contare per evolversi soprattutto come persona.

Chiudo scrivendo che se qualcuno si merita dei complimenti è giusto incoraggiarlo e perché no, ammirarlo per essere se stesso.

Peace

Nessun commento:

Posta un commento