martedì 7 febbraio 2012

Sono tutti professori...

Cosa hanno in comune Kid Head, Next One, Emilio ed altri pioneri della scena italiana del bboying??? Che ultimamente vengono diffamati e trattati come se non avessero fatto niente per i bboys italiani. Tutti accusano ma nessuno si pone la domanda: perchè alcuni dei MIGLIORI bboys italiani che hanno rappresentato in tutto il mondo il proprio paese vengano messi in discussione da altri bboys che non hanno un unghia della loro esperienza? Nessuno si pone la domanda del perchè alcuni di loro hanno scelto di essere degli outsiders addirittura...
La risposta è semplice: sono tutti professori! Di punto in bianco dopo 8-10 (alcuni addirittura dopo appena 2-3) anni di esperienza alcuni bboys credono che quello che hanno creato, che hanno fatto sia il top; pensano di essere arrivati, quando invece la maggior parte dei migliori bboys al mondo affermano di non essere maestri o il top del top ma semplicemente si reputano "studenti" sempre pronti ad imparare qualcosa di nuovo come Poe One, Teknyc, Ness, Crumbs e molti altri ancora. Come dice Emilio nell' intervista al Feel The Beat 2011 a partire dal minuto 8:28 qui il video, quella è la causa del perchè un bboy Italiano va a cercare fortuna altrove dentro o fuori l' Italia o di starne al di fuori di tutto e tutti, cosa molto simile che succede con i ricercatori italiani che in Italia vengono molto sottovalutati. Mi è capitato di leggere alcuni articoli in cui si parla più della propria opinione invece che dei fatti accaduti: come ci si dovrebbe comportare secondo lo scrittore dell' articolo in determinate situazioni.
Ma questa è una cosa completamente sbagliata a mio parere, perche? Semplice: perchè chi legge vede l' accaduto tramite l' articolo scritto da una delle due parti coinvolte che (logicamente) da la sua versione dei fattti quindi è influenzato da un parere troppo personale oppure, legge come ci si dovrebbe comportare in determinate situazioni ad eventi, se senti quello che parla ti te, di lui, di noi, di tutti.
Ogni situazione che viviamo è diversa per ognuno di noi, ognuno ha una sua personalità e risponde come vuole in totale libertà alla esperienza che vive (logicamente prendendosi poi le proprie responsabilità di quello che dice e fa).
Nelle dittature si faceva propaganda per far credere chi era buono e chi era cattivo e da quello che sto vedendo il bboying sta diventando più poitica e favori invece di pace, amore e divertimento...Non vale comportarsi in un modo con bboys "famosi" per ottenere favoritismi e farsi vedere angioletti ed invece smerdare chi secondo te è "scarso" o chi è "scomodo" perchè ti rovina la piazza o contesta quello che affermi.

-Pensi che qualcuno sia scarso? Parlaci spiegandogli le tue ragioni ed ascoltando le sue sempre rispettandolo come persona ed essere umano.
-Pensi che qualcuno abbia sbagliato in una determinata azione nei tuoi confronti? Lo prendi e gli dici: "posso parlarti"?
-Pensi che un giudice sia stato ingiusto? Ci vai a parlare facendoti spiegare il perchè della sua decisione e se lui è un GIUDICE ha il dovere di dirtelo.
-Pensi che un determinato evento sia fake? Non andarci e se ci vai e vedi qualcosa che non ti sta bene ne parli in totale libertà.
-Pensi che qualcuno non meriti il tuo saluto? Non salutarlo se credi che ci siano ripercussioni.
-Qualcuno ti gasa per il suo modo di ballare? Diglielo.

Ho scritto questo "specie" di articolo non per affermarmi o per dire che ho ragione io o che dovrebbe essere cosi anche perchè io non sono nessuno ma perchè sono stufo di leggere cavolate invece di provare a crescere; chi legge è liberissimo di non essere daccordo, questo però è come la vedo io, cambiamo errori invece di commettere sempre lo stesso.

Peace

3 commenti:

  1. Mi piacciono i sei punti!

    Vanno seguito anche per avere un minimo di coerenza nella pririo vita!

    Non ho ben capito però il nesso tra il titolo del post con il discorso che ne segue e gli esempi dei pionieri e i sei punti finali!

    A mio parere determinati pionieri hanno avuto ovviamente delle motivazioni per diventare degli outsiders, ma il loro "tirarsi fuori"(unito all'arroganza tipica nostrana) ha causato ciò che tu nell'articolo manifesti come problematica (sò tutti professori) e hanno generato ignoranza in chi è venuto dopo facendo saltare il passaggio generazionale di cultura e informazioni che invece è stato forte in altri paesi. Hanno avuto o meno delle ragioni valide, sta il fatto che ognuno di loro ha passato la sua conoscenza a ben poche persone (nella migliore delle ipotesi) e si sono estraniati al 90% o chiusi o ghettizzati.
    Nell'HH a mio parere (come in altri ambiti) c'è comunque la selezione naturale...chi ha veramente voglia di conoscere si imbarca, vola, viaggia, CHIEDE, ASCOLTA, migliorare, fa passi da gigante, torna indietro se si accorge di aver preso una strada sbagliata, impara, condivide, impara, condivide, impara e condivide!!! Anche se non ha avuto nessuno che lo ha "imboccato". Per questo tanti iniziano e pochi arrivano o comunque continuano a percorrere.

    CONDIVIDERE ciò che si sa e si apprende è alla base della nostra cultura. Non farlo e continuare a chiudersi a riccio nonostante le cose siano cambiate molto rispetto a 10 anni fa a mio parere è una mancanza di rispetto nei confronti dei principi stessi dell'HH!


    Questo è il mio umile parere!

    -puMba*uRban fOrce-

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  3. Dico la mia, in breve, su un tema scomodo e difficile. Credo si possa dare per assodato che la old school italiana (tra cui sarebbe opportuno ricordare, sempre, Massimo Colonna, Led e, per certi versi, anche Dc. Ace di Pesaro) abbia davvero rappresentato una generazione di breakers straordinari. Personalmente si è trattato di una generazione di livello tecnico e artistico persino superiore a quella che l'ha seguita cosa, normalmente, difficilissima in qualsiasi attività umana. Mi permetto di dirlo solo perchè della seconda generazione di breakers italiani faccio parte anche io e, in tutta sincerità, di quelli dei miei tempi resta poco o niente rispetto ai "pionieri" dell'old school. Il problema è (meglio: era) capire perchè da questi breakers così talentuosi dei primi anni ottanta si sia sprofondati nella "crisi" degli anni novanta. Io, personalmente, una idea, me la sono anche fatta ma credo che, ormai, la risposta non interessi più a nessuno anche perchè se c'era qualcuno che poteva recriminare qualcosa ai "vecchi" era gente come me che ha iniziato a ballare negli anni novanta e non certo questa generazione attuale. Oggi i breakers italiani esprimono un buon livello tecnico e "conoscenze culturali" che noi, ai miei tempi, ci sognavamo. Non ci sono – è vero - fenomeni di tecnica come Lil Kev o gente con l'orecchio assoluto tipo Kleju ma penso che Yaio, Cima, Kacio (i primi tre che mi sono venuti in mente ma potevo dire benissimo: Max, Eddy, Nexus e molti altri) non abbiano molto da invidiare agli omologhi europei e ciò nonostante il fatto che la generazione che li ha preceduti (la mia, per intenderci) non sia stata di certo una generazione di fenomeni. Insomma il mondo, per fortuna, va avanti benissimo da solo e se un ragazzino ha voglia di diventare bravo è possibile che lo diventi anche se non gli ha insegnato a ballare Ken Swift. Anzi, a volte, è proprio meglio che non ci sia una figura così "ingombrante" per far crescere bene un breaker.
    In tutta sincerità credo che, in Italia, ci sia stata una frattura tra i breakers della prima e della seconda generazione e credo anche – con il senno di poi – che si siano sprecate molte occasioni. Tuttavia non me la sento di buttare la croce addosso a qualcuno, nè ai cattivi maestri nè agli allievi mediocri. D'altro canto il confine fra un cattivo maestro ed un allievo mediocre è solo una linea sottile che cambia a seconda del punto di vista da cui la guardi.

    MONSA

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